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L'angolo bello

“In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato,
le schiere degli angeli e il genere umano.
O tempio santificato e paradiso spirituale, vanto delle vergini.
Grazie a te, Dio si è incarnato divenendo bambino,
Lui, il nostro Dio prima dei secoli.
Del tuo seno infatti egli ha fatto un trono
e lo ha reso più vasto dei cieli.
In te, o piena di grazia, si rallegra tutto il creato. Gloria a te”.
(Giovanni di Damasco)


La Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione.
Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (Genesi 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l’Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (Rm 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57).
Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell’Apostolo: “Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria” (1 Cor 15, 54; cfr. Os 13, 14).
In tal modo, l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità “con uno stesso decreto” di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro.
Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.

(Dalla Costituzione Apostolica “Munificentissimus Deus” di Pio XII, papa)

 
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